L’edificio sito in via Nazario Sauro a Modena presentava un grave stato di degrado strutturale, rendendo inagibili e pericolanti le abitazioni. Questo intervento di restauro si è posto l’obiettivo di recuperare e valorizzare questo patrimonio edilizio, garantendone la fruibilità come residenza.
La strada dove è collocato l’immobile era denominata Contrada Scimia (o Scimmia) e nel 1917 viene intitolata a Nazario Sauro, in onore dell’eroe della I° Guerra Mondiale. Essa collega via Emilia Centro (da Piazzetta Muratori) con via del Taglio (piazza Pomposa), e prosegue con denominazione via Pomposa.
Come per la grande maggioranza degli isolati del centro storico, il tipo edilizio ‘a schiera’ ha origine nell’alto medioevo, in quanto le esigenze della popolazione dedita all’artigianato portava a prediligere tipi edilizi semplici, di facile esecuzione (luci solai non troppo larghe) e che permettessero di disporre di spazio per attività produttive e commerciali, nonché di una modesta quantità di terreno per la produzione di beni di sostentamento.
Dalla ricerca storica effettuata, anche nel caso in oggetto, emergono documenti che comprovano che l’edificio ha subito varie trasformazioni: collocato nel Rione ‘Case Nuove’ era individuato dalla numerazione ducale D375 – D376, a prova che era costituito da due case unite tra loro: Casa D 375-D376 Via Nazario Sauro, 30-32-34-38 e Casa D 374 Via Nazario Sauro, 40-42
Si configura quindi la tipica forma stretta e lunga del lotto “gotico” che caratterizza la morfologia urbana delle città, compresa la nostra. Poi, dal ’800 si attua in tutta la città un rinnovamento complessivo dei fronti ed un allineamento delle facciate.
Il Progetto di Restauro ha previsto il mantenimento del numero di unità abitative esistenti, attraverso il loro adeguamento tipologico nel rispetto dell’impianto organico storico; nelle residenze all’ultimo piano è stato creato un doppio volume, affacciato sui soggiorni, attraverso la demolizione di una porzione perimetrale di solaio.
L’intervento messo in atto si configura come miglioramento sismico’ con ripristino delle masse murarie portanti (che coincidono con quelle dell’impianto storico), raddoppio delle murature, consolidamento dell’assetto da terra a tetto, chiusura delle aperture non necessarie con ricostruzione della muratura ammorsata, raddoppio della muratura del vano scala.
I solai sono ricostruiti, dove demoliti o pericolanti, con tipologia ferro- legno.
In attuazione alle politiche di risparmio energetico ed utilizzo di fonti rinnovabili, nell’immobile è stato installato un impianto di riscaldamento radiante a pavimento che utilizza l’energia geotermica; 5 sonde ad una profondità di 80 ml alimentano una pompa di calore condominiale che serve i sei appartamenti con un risparmio energetico considerevole. Nell’edificio non è infatti presente il gas.
ARCHITETTO CATERINA BOLDRINI
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